lunedì 11 febbraio 2013

Nuove speranze dalle cellule staminali per la lotta alla sordità...

Dopo anni di lavoro di laboratorio, i ricercatori della University of Sheffield hanno trovato un modo per sviluppare le cellule ciliate interne all’orecchio; cellule che sono il cardine per il nostro senso dell’udito e dell’equilibrio. 

Gli esperimenti sono stati condotti nei topi.

Gli esseri umani nascono con 15.000 cellule ciliate per ogni orecchio. Quando un numero significativo di queste cellule sono perse o danneggiate, si verifica la perdita dell’udito. A differenza di altre specie, come gli uccelli, gli esseri umani non sono in grado di rigenerare spontaneamente le cellule acustiche.

I ricercatori, affermano nello studio pubblicato sulla rivista Nature report, che hanno compiuto un enorme passo avanti nel trattamento della sordità dopo che le cellule staminali per la prima volta, sono state utilizzate per ripristinare l’udito negli animali.

Il miglioramento stesso nelle persone consisterebbe in un passaggio dal non essere in grado di sentire il traffico ad ascoltare una conversazione.

Tuttavia, negli esseri umani, nonostante il grande ottimismo, ci vorrà del tempo per avere una terapia alla sordità. Nel frattempo si stanno seguendo due percorsi: la terapia farmacologica, che potrebbe essere semplice come l’applicazione di gocce per le orecchie, e il trapianto di cellule staminali nell’orecchio interno per rimediare la perdita dell’udito, ci vorranno circa cinque anni.



Ogni anno un europeo su dieci diventa sordo per problemi all’orecchio interno. 

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” ciò può essere evitato e i risultati finora raggiunti sono estremamente promettenti. 

Se si potessero rafforzare i meccanismi automatici di autoriparazione esistenti o riparare le cellule ciliate mediante cellule staminali adulte, potremmo lottare efficacemente contro i disturbi dell’udito e dell’equilibrio che colpiscono moltissime persone.



Ti va di saperne di più?
Contattaci a Maico Pistoia  Cristina  -  cristina.maico@libero.it 
Maico Firenze  Maria Grazia  -  mariagrazia.maicofirenze@gmail.com

Tratto da Salute 24 del Sole 24 Ore. 

6 commenti:

  1. ma al momento non è possibile sottoporsi a nessun intervento del genere con le cellule staminali?
    oppure c'è ancora bisogno dell'apparecchio...?

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    1. Buonasera signor Raffaele,
      la ringraziamo innanzitutto per aver consultato il nostro blog e per averci rivolto questa domanda.
      Attualmente gli studi sulle cellule staminali sono ancora in via di sperimentazione, non ci sono, ad oggi, casi in cui sia stata somministrata una terapia tramite cellule staminali.
      All'estero, soprattutto negli Stati Uniti, molto più che in Italia, si stanno portando avanti studi in merito a questo.
      Qui sotto le riporto alcuni link dove potrebbe trovare ulteriori informazioni.
      Le rinnoviamo i nostri ringraziamenti per l'attenzione che ci ha riservato.

      MAICO-OTOPHON

      http://www.acufeniforum.net/index.php?topic=4929.0

      http://www.staminali.com/recuperare-l%E2%80%99udito-con-le-cellule-staminali/

      http://www.stetoscopio.net/otorinolaringoiatra/cellule-staminali-per-curare-la-sordita/

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  2. io da 3 mesi ho acufeni bilaterali da trauma acustico pensa che con le staminali si potrà risolvere pure questo visto che il mio problema sono ste benedette cellule che si sono distrutte?
    grazie anticipatamente

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    1. Buonasera sig. Damiano,
      la ringraziamo per la sua richiesta e le alleghiamo qui di seguito un articolo riguardante un scoperta scientifica in merito alla problematica degli acufeni.
      "I neuroscienziati della Johns Hopkins University hanno scoperto che le cellule dell'apparato uditivo producono suoni propri nella fase embrionale, prima che l'orecchio possa percepire suoni attorno alle cellule. Questo consentirebbe di spiegare come il sistema uditivo in fase di sviluppo generi attività cerebrale in assenza di suono e perché sentiamo suoni come l'acufene (ronzio auricolare). I ricercatori che hanno fatto questa scoperta stavano studiando le cellule non nervose dell'apparato uditivo di giovani topi. In passato non si riteneva che le cosiddette cellule di supporto (support cells?) fossero coinvolte nella comunicazione nervosa, ma esse hanno mostrato una forte attività elettrica simile a quella delle cellule nervose. Tale attività è stata riscontrata in assenza di suoni o di qualsiasi stimolo esterno.
      Gli scienziati hanno quindi scoperto che l'ATP (adenosina trifosfato), una sostanza chimica utilizzata dalle cellule come moneta energetica [NdT: principale forma di accumulo di energia degli organismi viventi], induce le cellule di supporto a modificare la propria forma. L'ATP segnala quindi alle cellule ciliate di rilasciare un'altra sostanza chimica, che attiva le cellule nervose che trasmettono il segnale al cervello.

      "È come se l'ATP si sostituisse al suono quando l'orecchio è ancora immaturo e fisicamente incapace di percepire suoni" ha spiegato l'autore principale dello studio, Dwight Bergles, Ph.D., della Johns Hopkins University. "Le cellule che abbiamo studiato sembrano preposte a una sorta di "fase di riscaldamento" dell'apparato che verrà successivamente utilizzato per trasmettere i segnali uditivi al cervello.
      Lo studio ha inoltre rivelato che quando il sistema uditivo del topo giunge a maturazione durante le prime due settimane di vita, la maggior parte delle cellule che rilasciano ADP scompaiono. A quel punto il topo può sentire i suoni poiché tutta l'attività elettrica spontanea all'interno dell'apparato uditivo è nel frattempo cessata. I ricercatori spiegano che sebbene l'ATP non sia più presente, le cellule ciliate continuano a essere in grado di reagire a questa sostanza. Un'esposizione a suoni forti può indurre il rilascio di ATP nell'orecchio, che potrebbe causare la sensazione di un suono in sua assenza, come avviene nell'acufene..."
      Altre informazioni e articoli, come questo del Dott. Attanasio, può trovarli cliccando sul seguente link:

      http://www.acufeni.net/documentazione/dossier-di-acufeni.net/gli-scienziati-scoprono-la-causa-del-ronzio-auricolare.html

      Rinnovando i nostri ringraziamenti, le porgiamo cordiali saluti.

      MAICO-OTOPHON

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  3. Salve a tutti, mi sono imboccato in questo sito per la sordità. Mi chiamo Marco Sabatino ho 20 anni e ho l'ipoacusia grave neurosensoriale bilaterale.. Leggendo questo sito le cellule staminali possono fare qualcosa con questo "disturbo"?

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    1. Buongiorno sig. Marco,
      leggendo la sua richiesta abbiamo ritenuto opportuno chiederle innanzitutto da quanto tempo soffre di ipoacusia e se ha mai provato delle protesi acustiche. Potrebbe essere opportuno, nel caso non l'abbia mai fatto, provare gratuitamente degli apparecchi acustici e vedere come cambia il suo ascolto. Se ci lascia i suoi dati avremo noi premura di metterla in contatto con una delle nostre sedi più vicine a lei. Per quanto riguarda, invece, il tema delle cellule staminali possiamo dirle che ci sono numerosi studi, sia in Italia che all'estero, che stanno valutando le possibili applicazioni. In Italia è stato fatto il primo intervento di ricostruzione della membrana timpanica con cellule staminali dal Dott. Lino Di Rienzo Businco. Le aggiungo qui di seguito il link della sua intervista:

      http://www.businco.net/index.php?option=com_content&view=article&id=65%3Aintervista-al-dr-di-rienzo-businco-sullintervento-di-ricostruzione-della-membrana-timpanica-con-cellule-staminali&catid=24%3Ainformazioni-generali&Itemid=32&lang=it

      La ringraziamo per l'attenzione e le porgiamo i nostri cordiali saluti.

      MAICO-OTOPHON

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